| La crisi risale la filiera
e investe la tecnologia
Giovanni Gaia è il nuovo presidente di Assomac, l'associazione
dei costruttori di macchine per l'area pelle che festeggia
i suoi primi 20 anni in un momento particolarmente difficile.
Grande partecipazione di imprenditori ed ospiti all'Assemblea
annuale dell'Assomac, l'associazione italiana che riunisce
i costruttori di macchine per calzatura, pelletteria e conceria,
svoltasi lo scorso 27 giugno nella suggestiva cornice del
Castello Sforzesco di Vigevano. Un'assemblea molto partecipata
anche perchéchiamata a rinnovare il proprio consiglio
direttivo e il presidente, in sostituzione di Giuseppe Barrera
che ha brillantemente guidato l'associazione negli ultimi
quattro anni. Diciamo subito che il nuovo consiglio, come
da previsioni, ha eletto alla presidenza Giovanni Gaia della
Atom spa, già membro di giunta e vice presidente Assomac
dal '99. Nèlla sua relazione di fine mandato, Barrera
ha ricordato le attività e i traguard i raggiunti,
ma ha anche guardato avanti invitando i colleghi a fare quadrato
attorno all'associazione e alle fiere (Simac e Tanning Tech).
Solo con una strategia di sistema si può sperare infatti
di uscire dalla difficoltà di quello che il presidente
ha definito "annus horribilis", I dati relativi
al 2002 risentono ancora di un inizio d'anno "accettabile",
con un export che ha registrato un -1 % nelle macchine per
calzatura, un -9,5% nei ricambi, valori negativi compensati
parzialmente dal + 7,5% delle macchine per conceria e dal
+1 % delle macchine per pelletteria. Tuttavia è entrato
in crisi anche il mercato interno, cosicché nel 2002
si può parlare di una contrazione delle vendite stimabile
intorno al 10%. Ma il peggio è venuto dopo: da un'assemblea
all'altra, cioè dal luglio dello scorso anno al giugno
2003, la situazione si è ulteriormente aggravata e
per la prima volta i I settore è ricorso alla cassa
integrazione. Il presidente uscente ha ricordato come a peggiorare
lo scenario del sistema pelle/calzature siano intervenuti
fattori estern i, come la guerra i n I raq e la Sars, che
hanno appesantito una congiuntura negativa dovuta alla crisi
dei consumi, crisi che ha risalito la filiera, bloccando gli
investimenti in tecnologia.
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