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Aspetti generali del Marketing
calzaturiero
Nuove culture economiche, sociali e politiche si sono sviluppate
negli ultimi anni sia in Italia, sia negli altri paesi sviluppati,
cosicché anche il mercato della calzatura, subendo
tale influenze, si è evoluto in tutto il mondo: si
sono modificati i comportamenti e i bisogni dei consumatori,
le loro priorità e le loro abitudini di consumo, il
potere d'acquisto degli acquirenti, i criteri di selezione
e le motivazioni.
Come sempre, gli acquirenti privilegiano gli acquisti che
meglio rispondono ai loro criteri e bisogni e le soluzioni
di maggior efficacia rispetto ai risultati voluti.
Sono entrati nuovi produttori e nuove modalità di
competere, si è modificato il sistema distributivo,
sono state introdotte nuove tecnologie e modalità produttive.
Il mercato dell'offerta è quasi inflazionato
da proponenti e proposte: un mercato
che ha sempre avuto basse barriere di ingresso è ora
saturo di proponenti con limitati punti di forza rispetto
ai nuovi comportamenti, bisogni e criteri di acquisto degli
acquirenti.
Per comprendere quali sono gli attori e le relative azioni
da prendere in considerazione nello studio delle strategie
delle aziende calzaturiere, è opportuno fornire una
definizione di mercato che rappresenti un utile punto di riferimento:
mercato è il gruppo di compratori (di calzature), con
potenziale d'acquisto, esigenze e attese da soddisfare e con
risorse disponibili per l'acquisto, al quale l'impresa si
può rivolgere conseguendo un soddisfacente profitto.
Tale definizione di mercato evidenzia i principali elementi
che devono essere presenti nel gruppo di consumatori-obiettivo
e che devono essere studiati e verificati con continuità
dall'impresa:
- un rilevante potenziale d'acquisto verso il suo specifico
prodotto;
- esigenze e attese da soddisfare tramite il suo prodotto;
- risorse disponibili per l'acquisto, cioè capacità
di spesa e disponibilità a pagare un dato prezzo per
il valore attribuito al prodotto;
- il prezzo deve essere idoneo a garantire profitto per l'impresa.
L'azienda di calzature opera in generale in un mercato dove
vi sono due tipologie di clienti:
- il cliente intermedio, cioè l'intermediario del
commercio (ad esempio grossisti, catene di negozi specializzati,
grande distribuzione, punti vendita al dettaglio);
- il cliente finale, cioè il consumatore vero e proprio
di calzature.
Per poter avere successo l'azienda calzaturiera deve sia
soddisfare il proprio consumatore finale, quindi interpretare
le sue motivazioni d'acquisto (comodità, prezzo-qualità,
fattore estetico, tendenza moda), le occasioni che provocano
l'acquisto (sostituzione, occasioni d'uso particolari, accostamento
con abiti), gli influenzatori (pubblicità, mass media,
esposizione esterna, negoziante) e, sia rispondere alle attese
del cliente intermedio, attore che è necessario servire
bene per raggiungere efficacemente il cliente finale.
Per competere in tale arena l'azienda deve accrescere con
continuità le competenze di marketing,
cioè la capacità di svolgimento delle attività
mediante le quali mira a soddisfare le esigenze dei
clienti e dei consumatori, rendendo loro disponibili i suoi
prodotti o servizi.
Al produttore calzaturiero è richiesto, ogni giorno
di più, che egli non sia solo un buon calzolaio,
ma anche un buon interprete delle dinamiche di
mercato e un attore primario nella soluzione dei problemi
della distribuzione della calzatura.
Consapevoli dell'importanza di saper analizzare e comprendere
le richieste e le evoluzioni del mercato, alcune aziende calzaturiere
hanno concentrato i propri sforzi in questo processo, trasformandosi
da produttrici a progettiste e distributrici delle calzature,
di cui creano marchi commerciali e linee innovative con precise
caratteristiche che le differenziano rispetto alle concorrenti.
Questi scenari pongono seri interrogativi sul futuro delle
aziende di dimensioni minori che non possono sostenere gli
investimenti di marketing, per i quali non solo è difficile
calcolare il ritorno, ma esiste anche una soglia minima di
efficacia.
Le aziende calzaturiere trovano oggi a competere sul mercato
concorrenti nazionali e internazionali che hanno sviluppato
una nuova cultura d'impresa (già presente in altri
settori più evoluti) che privilegia i bisogni del mercato
rispetto al prodotto.
Per mantenere la loro leadership esse devono adeguarsi utilizzando
nuovi modelli di analisi e di risposta, una segmentazione
frazionata degli acquirenti mirati e una precisa definizione
delle esigenze da soddisfare.
Diviene anche importante che esse prendano in considerazione
nuovi fattori critici di successo che impongono di essere
attore del mercato e non soggetto passivo
reagente.
In tale ottica, l'impresa deve saper analizzare il mercato,
le sue caratteristiche, i bisogni in esso presenti e definire
su quale parte del mercato e su quali clienti e quali consumatori
essa ritiene opportuno concentrare le proprie risorse. Occorre
poi che essa progetti e realizzi prodotti e servizi idonei
a soddisfare i bisogni dei clienti e definisca prezzi competitivi,
accettati dal cliente e dal consumatore, in linea con i costi,
che permettano cioè di conseguire una redditività
aziendale adeguata.
Tramite un'efficace ed efficiente distribuzione, coerente
con le scelte sul prodotto, sul prezzo e sul tipo di cliente
e di consumatore, essa rende quindi disponibili al mercato
i suoi prodotti e servizi.
Mediante la comunicazione l'impresa informa e
promuove sul mercato le caratteristiche sia della sua identità
sia della sua proposta e, con gli adeguati messaggi e attività
promozionali, provvede a sostenere la vendita del prodotto.
Per raggiungere i propri obiettivi strategici l'impresa calzaturiera
deve identificare, pianificare, attuare e controllare con
grande attenzione il processo di marketing, cioè una
serie di azioni che tengano conto delle opportunità
del mercato e delle risorse disponibili.
L'impresa ottiene successo quando la qualità
di tutta la sua attività è ottimizzata (rispetto
alle risorse disponibili), cioè quando l'efficacia
è massimizzata, gli obiettivi d'impresa e di funzione
sono definiti chiaramente, sono coerenti e sono raggiunti
in modo pianificato e controllato e quando le risorse
a disposizione, a parità di risultati effettivamente
ottenuti, sono ottimizzate.
Per procedere verso obiettivi prestabiliti, le aziende sono
chiamate a coordinare le azioni delle diverse loro funzioni
in modo da renderle coerenti tra loro e rispetto agli obiettivi
globali.
E scopo del processo di pianificazione, costruire e adattare
costantemente le strategie di prodotto e di distribuzione
dell'impresa alle esigenze dei diversi mercati nei quali essa
opera, nel rispetto dei propri obiettivi, confrontandole,
da un lato, con il cambiamento delle opportunità e
delle minacce derivanti dal mercato e dall'ambiente esterno
e, dall'altro, con le capacità e le risorse disponibili.
Per studiare e svolgere opportunamente le sue strategie,
l'azienda calzaturiera deve affidare al marketing la responsabilità
di analizzare e di conoscere il mercato e la dinamica delle
sue variabili ambientali.
Nell'ambito della gestione d'impresa, importanza prioritaria
ha quindi la pianificazione di marketing, attraverso la quale
vengono coordinate tutte le azioni che l'impresa realizza
per raggiungere i propri obiettivi sul mercato.
Questi possono essere riferiti sia a una linea di prodotti
sia, più generalmente, all'insieme delle diverse linee:
la pianificazione globale dell'impresa è il risultato
della pianificazione e del coordinamento delle singole linee.
1 piano di marketing
Nella pianificazione di marketing due elementi sono fondamentali:
- il segmento di mercato obiettivo, cioè l'insieme
dei compratori potenziali aventi caratteristiche omogenee
ai quali l'impresa intende vendere i propri prodotti;
- la politica del marketing mix, cioè l'insieme delle
azioni coordinate che riguardano il prodotto, il prezzo,
la distribuzione, la comunicazione mediante le quali l'azienda
intende raggiungere il segmento di mercato mirato.
Il piano di marketing si sviluppa attraverso l'esame dei
punti di forza e di debolezza dell'impresa, l'analisi dell'ambiente,
delle caratteristiche del mercato e della concorrenza, include
la definizione degli obiettivi e delle strategie e arriva
a definire la sequenza di fasi e tempi che sono necessari
per il suo svolgimento. È fondamentale includere in
questo studio l'esame della posizione di mercato di ciascuna
linea di prodotto dell'impresa.
Questa analisi prende il nome di posizionamento del prodotto
e mira a far conoscere le prospettive sia di medio termine
di ogni singolo prodotto rispetto al mercato relativo, sia
della posizione competitiva dell'impresa rispetto alle altre
operanti nel mercato.
Le principali fasi di un piano di marketing sono:
a) Definizione del proprio mercato obiettivo, in termini
di clienti, di consumatori da servire, di loro bisogni da
soddisfare, di concorrenti e relativi prodotti presenti, di
loro politiche in atto, di altri attori che operano.
b) Analisi e valutazione del mercato obiettivo, in termini
di dimensioni, consumi, fattori economici quali i prezzi
e la redditività dei prodotti, di tendenze nei comportamenti
dei consumatori e degli altri diversi attori, di barriere
di entrata e di uscita, di competitori che potenzialmente
possono entrare, di variabili macroeconomiche (quali le azioni
delle forze politiche economiche, sociali, legislative, ambientali).
L'analisi termina con l'individuazione delle minacce e delle
più rilevanti opportunità che possono interessare
l'impresa.
In particolare nella valutazione delle opportunità
è necessario stabilire quali di queste sono compatibili
con gli obiettivi e le risorse che sono o possono diventare
disponibili per l'impresa: alcune infatti possono essere attraenti
ma non rientrare negli obiettivi o nelle sue possibilità.
Per esempio, un'azienda che opera nel mercato dalla calzatura
da uomo potrebbe aver individuato che il mercato della calzatura
medio-fine da donna è molto attraente, ma, se essa
non ha come obiettivo di operare in questo mercato rivolgendo
verso di esso una parte delle proprie risorse e se nemmeno
dispone delle competenze (di prodotto, di stile, di distribuzione,
di know-how, di mercato) per Operarvi, essa non lo potrà
considerare.
c) Segmentazione del mercato. Una volta selezionate le opportunità
di mercato bisogna scegliere la parte di mercato verso la
quale l'impresa intende rivolgersi con ciascuna linea di prodotti.
Queste parti di mercato, o segmenti di mercato, devono essere
individuate tenendo in particolare conto l'evoluzione e le
tendenze della domanda (i segmenti di mercato in sviluppo
sono sicuramente più attraenti di quelli in declino),
l'attuale posizione competitiva della linea di prodotto dell'impresa
nello specifico segmento e il posizionamento competitivo che
l'impresa intende raggiungere per la sua linea.
Un'azienda che opera nel mercato della calzatura da donna
medio-fine terrà particolarmente sotto controllo questo
specifico settore cercando di individuare quali segmenti specifici
si dimostrano più attraenti.
Per circoscrivere il segmento di mercato al quale rivolgere
un prodotto e le risorse disponibili, occorre che le imprese
definiscano opportuni parametri quali, in particolare,
quelli relativi al profilo del consumatore mirato dal prodotto
e alle sue abitudini, a situazioni sociali, geografiche, climatiche
(come dettagliatamente verrà esaminato più avanti).
Particolare rilevanza va assegnata allo studio e alla individuazione
delle caratteristiche del consumatore finale, dei suoi bisogni
correlati ai prodotti che intende soddisfare e, infine, alle
motivazioni di acquisto.
Sulla base ditali definizioni l'impresa deve valutare la
dimensione e composizione del proprio mercato, in termini
sia di volumi, sia di fatturato, sia in termini di concorrenza
e azioni che svolge o può attivare.
d) Valutazione dei fattori competitivi e dei fattori critici
di successo. All'interno del segmento di mercato, nel quale
compete il prodotto dell'azienda, vanno analizzate e conosciute
le strategie della concorrenza, individuando sia le imprese
di questa specifica parte del mercato, sia le politiche di
differenziazione e, più in generale, di competizione
a cui esse ricorrono.
La vera differenziazione non consiste nella semplice diversità
di prodotto o di servizi fornito, rispetto a quello offerto
dai concorrenti, ma nella differenza che viene percepita dal
cliente come un vantaggio.
Nel settore della calzatura la differenziazione di prodotto
può essere nelle caratteristiche tecniche o fisiche
che incidono sul prezzo, sul comfort, sulla robustezza e sull'idoneità
all'uso specifico, ma anche in caratteristiche fisiche, di
prezzo e immateriali di comunicazione che incidono sull'immagine
della scarpa, sull'occasione d'uso, sullo stile del consumatore,
sulla sua appartenenza a un club di consumatori,
tale da procurare un interesse percepito come importante
e tale da motivare la spesa.
Le strategie della concorrenza, oltre alla differenziazione
di prodotto, possono riguardare la tecnologia di costruzione
e dei materiali utilizzati, la struttura e la politica di
gestione dell'impresa e, in particolare, dei suoi processi
interni, della politica della qualità, dei prezzi,
del sistema distributivo, della comunicazione. Mediante lo
studio delle strategie della concorrenza l'impresa può
approfondire meglio la conoscenza dei fattori critici di successo
delle aziende leader del segmento di mercato interessato,
valutare e definire le proprie politiche di marketing, di
penetrazione (in termini di quota di mercato, numero clienti
per area, quota all'interno del cliente), di vendita (in termini
di volume e valore) e la redditività.
e) Definizione degli obiettivi di mercato. Gli obiettivi
dell'azienda riguardano sia la singola linea di prodotto sia
il loro insieme.
Essi vanno assegnati definendo, per ciascun periodo preso
in considerazione dal piano e per ogni linea, il livello di
quota di mercato, di penetrazione (in termini di numero di
clienti e di quota interna al cliente) e di vendita (in termini
di volumi e di valori), la redditività, i vincoli e
i risultati finanziari; per l'azienda nel suo complesso vanno
definiti i conseguenti obiettivi globali.
f) Definizione delle politiche di marketing. Per pianificare
il raggiungimento degli obiettivi occorre che l'azienda definisca
le proprie modalità operative sul mercato, in particolare
la sua politica di marketing mix, i cui quattro elementi (prodotto,
prezzo, distribuzione e comunicazione) possono essere combinati
fra loro in molti modi diversi.
Il loro mix migliore sarà studiato in funzione degli
obiettivi di mercato, delle condizioni competitive in cui
l'impresa opera, delle sue risorse, dei punti di forza e di
debolezza.
Il piano di marketing conterrà la schedulazione delle
attività conseguenti alla politica di marketing, la
descrizione delle modalità operative, le risorse necessarie,
gli obiettivi attesi.
Esso si conclude con la valutazione economica e finanziaria
dei risultati attesi e confluisce nel piano generale d'impresa
insieme ai piani delle altre funzioni aziendali al fine della
valutazione di fattibilità, prima, e del monitoraggio
continuo, poi.
IL Mercato specifico dell'impresa
La scelta del mercato obiettivo
La valutazione del segmento nel quale è opportuno
che l'impresa operi è una fase cruciale nelle strategie
di marketing.
Il segmento viene valutato quantitativamente in termini di
profittabilità e in base ad altre considerazioni che
ne determinano l'attrattività, quali le sinergie o
ricadute strategiche con altri segmenti, l'immagine di marca
o prodotto, l'efficienza distributiva complessiva dell'azienda,
la necessità di presentare una gamma completa
di prodotti.
Nella calzatura la presenza del marchio in una linea di fascia
medio-fine può avere ricadute positive di immagine
anche sulle linee economiche e sportive, permettendo così
di praticare su queste prezzi superiori.
Una volta segmentato il mercato l'azienda deve pianificare
le modalità di copertura che essa intende attuare,
avendo attenzione sia alle risorse a disposizione sia alle
caratteristiche dei prodotti che offre, oltre che alle strategie
della concorrenza.
Le strategie tra cui può scegliere possono essere
sintetizzate nelle tre seguenti:
a) Marketing indifferenziato. L'azienda decide di operare
in un mercato ampio, formato da una molteplicità
di segmenti di consumatori, senza tener conto delle differenze,
puntando sui fattori tra di essi in comune piuttosto che su
quelli che li distinguono e quindi su bassi costi di marketing,
volumi alti e prezzi bassi.
Nella calzatura il marketing indifferenziato è raramente
praticabile, anche se è quello che più comunemente
viene utilizzato di fatto dalle piccole aziende dove non è
compreso come deve essere attuato un corretto sistema di segmentazione
del mercato; la conseguenza è che il prodotto offerto
non ha caratteristiche specificamente studiate per un gruppo
di consumatori, queste non sono differenti da quelle dei prodotti
concorrenti; il cliente ha così ampi spazi di scelta
(non individuando particolari vantaggi in una proposta) e
finisce per scegliere in base al prezzo, che così diviene
il fattore competitivo unico.
b) Marketing differenziato. L'impresa è presente in
più segmenti con offerte specifiche per ogni parte
del mercato, mirando a volumi più elevati attraverso
offerte più mirate ai bisogni dei consumatori.
Tale strategia comporta costi maggiori per studiare le caratteristiche
del consumatore e per differenziare il prodotto, comunicare
tale differenziazione e distribuire con canali diversi.
A volte la segmentazione subisce un meccanismo di controsegmentazione
che tende a riallargare i segmenti di ogni linea, troppo ristretti,
riducendo così la gamma di prodotti e di marche; in
particolare si cerca di ampliare il segmento sfruttando
l'immagine che è stata acquisita da certi prodotti
in alcune fasce per offrirli ad altre tipologie di acquirenti.
Nella calzatura, alcune linee progettate specificamente per
utilizzo ortopedico sono state in seguito proposte
come marchi anche nella fasce medio-fini da passeggio, sfruttando
l'immagine di comodità acquisita.
Inoltre i produttori di calzature hanno frequentemente linee
diverse che soddisfano più segmenti di consumatori.
c) Marketing concentrato. Le imprese più piccole,
costrette anche dalla limitatezza delle risorse, spesso scelgono
di concentrarsi in un solo segmento, investendo e specializzando
tutte le loro risorse; mirano a ottenere così un'alta
quota in un mercato piccolo anziché una piccola quota
in un mercato grande.
Naturalmente il rischio per l'azienda è maggiore poiché
il segmento può esaurirsi, per cambiamento di mode
o di abitudini di vita, così come può essere
soggetto all'ingresso di un nuovo competitore con maggiori
risorse disponibili.
Le imprese calzaturiere, soprattutto quelle minori, scelgono
spesso di specializzarsi puntando sulla qualità delle
lavorazioni e del prodotto.
I fattori che influenzano la scelta del mercato in cui operare
sono dunque:
· risorse dell'impresa, che dipendono molto dalle
sue dimensioni; la limitatezza delle risorse porta spesso
alla strategia di marketing concentrato;
· omogeneità del prodotto; aziende con prodotti
omogenei adottano il marketing indifferenziato, mentre prodotti
eterogenei hanno bisogno di marketing differenziato;
· stadio di ciclo di vita del prodotto; cioè
se il prodotto è maturo è consigliabile un marketing
indifferenziato, mentre nella fase di lancio è necessario
un marketing differenziato o concentrato;
· strategie di segmentazione della concorrenza, che
comportano l'inopportunità di un marketing indifferenziato
che appiattirebbe il prodotto dall'azienda rispetto a quello
concorrente.
Nel mercato della calzatura il prodotto è mediamente
eterogeneo e quindi necessita di un marketing differenziato
o concentrato.
I processi di marketing
Per ottenere successo sul mercato occorre che l'impresa calzaturiera
appronti nuovi modelli di competizione realizzando un'attenta
conoscenza dei comportamenti degli attori presentì
e una corretta pianificazione dei suoi obiettivi, politiche,
azioni e risorse.
Tali risultati possono essere ottenuti attraverso adeguati
nuovi processi di marketing che essa dovrà studiare,
formalizzare, attuare e monitorare.
Poiché alla soddisfazione delle esigenze degli acquirenti
contribuiscono tutte le componenti aziendali (funzione di
marketing, di progettazione, di programmazione, di produzione,
di vendita), tutti i processi aziendali devono essere efficaci,
cioè ottenere in modo preciso i propri obiettivi specifici.
Anche i nuovi processi di marketing, da formalizzare e attuare,
devono possedere la caratteristica dell'efficacia, cioè
essere adeguati rispetto ai risultati che devono ottenere.
Essi devono essere idonei per ottenere qualità
nel marketing, cioè per:
- comprendere bene i bisogni degli acquirenti;
- fornire informazioni utili per progettare il prodotto e
il mix di servizi tali da soddisfare bene i bisogni;
- progettare, organizzare, aggiornare, gestire e controllare
con continuità la rete distributiva, in modo coerente
con le caratteristiche degli acquirenti mirati;
- saper sviluppare, controllare e migliorare l'efficacia
degli sforzi degli operatori dell'azienda sul mercato;
- consolidare le relazioni commerciali con i clienti (fidelizzati).
La loro qualità di contenuti e di attuazione deve
contribuire ad assicurare efficacia nella soddisfazione
continuativa dei bisogni impliciti ed espliciti dei
clienti.
Il marketing efficace (di qualità) è quello
che ottiene successo: sviluppa il mercato e fidelizza i clienti
in modo coerente con gli obiettivi e gli indirizzi aziendali;
i processi di marketing devono essere idonei a questo scopo.
Gli acquirenti dell'azienda calzaturiera sono di due tipologie,
con caratteristiche totalmente diverse, clienti diretti
(distributori intermediari) e consumatori (clienti finali)
serviti attraverso i clienti diretti.
Conseguenze fondamentali ditale struttura di mercato si hanno
sui contenuti del prodotto da offrire, sul sistema di distribuzione,
sulle caratteristiche del sistema informativo dal mercato
all'azienda, sul sistema di interpretazione delle informazioni
raccolte, sul sistema di presentazione del prodotto, sui contenuti
e sulle modalità di misurazione della soddisfazione
del cliente.
Obiettivi del marketing dell'impresa calzaturiera sono di:
- soddisfare ambedue le tipologie di clienti;
- misurare il livello di soddisfazione di entrambe;
- interpretare tali soddisfazioni per definire e progettare
le offerte di prodotto e di servizi.
Occorre che l'azienda possieda criteri e modalità
di interpretazione dei bisogni dei consumatori-obiettivo
e di progettazione e che renda coerenti livelli e tipologie
di prodotto con ciascun livello e tipologia dì cliente
sopra indicato. Di conseguenza e necessario che le differenti
motivazioni d'acquisto delle due tipologie di clienti (in
termini di prodotto, prezzo, comunicazione e servizio) vengano
conciliate in un unico sistema di prodotti (la
collezione):
i processi di marketing dovranno fornire tale risultato.
In modo analogo questi dovranno essere idonei per definire,
per i diversi livelli di prodotto, obiettivi di mercato, contenuti
coerenti, regole e criteri tali da garantire sia coerenza
e sinergia tra le attività svolte in azienda, sia efficacia,
efficienza e soddisfazione di entrambe le tipologie di clienti.
Per poter essere soddisfatte, le esigenze dei clienti devono
essere conosciute in modo corretto da chi progetta i diversi
livelli di prodotto (collezioni, famiglie, modelli).
Per conoscere tali esigenze è necessario che l'impresa
calzaturiera abbia:
a) una struttura di raccolta delle informazioni e dei dati
relativi ai bisogni da soddisfare;
b) delle metodologie formalizzate o procedure per la raccolta,
I 'interpretazione e il monitoraggio continuativo delle informazioni;
c) delle metodologie formalizzate o procedure e criteri per
il trasferimento delle informazioni e dei dati dalla funzione
commerciale a quella di progettazione (in modo idoneo da semplificare
il trasferimento, rendere univocamente comprensibile le informazioni,
costituire un breafing di requisiti di progettazione).
Tali elementi devono esistere e funzionare correttamente
secondo un disegno
e definizioni univoche e formalizzate, al fine di ottenere
efficacia nei risultati
e accumulo di esperienze e di analisi, che sono alla base
per li miglioramento continuo nella soddisfazione
delle esigenze dei clienti.
Per assicurarsi tali risultati è necessario che l'impresa
formalizzi e attui correttamente i processi critici di marketing:
a) pianificazione dei risultati, delle politiche e delle
attività di marketing;
b) pianificazione e individuazione dei clienti intermedi
che siano coerenti con il consumatore mirato e il prodotto
offerto;
c) presentazione e offerta del prodotto (collezione e modelli)
e raccolta ordini; d) rilevamento e interpretazione dei bisogni
dei clienti e dei consumatori attuali e potenziali;
e) trasferimento alla progettazione dei requisiti richiesti
ai prodotti e servizi che l'azienda deve fornire; verifica
della coerenza tra requisiti richiesti e caratteristiche effettive
dei prodotti e servizi che l'azienda propone;
f) formazione del prezzo di vendita;
g) gestione dell'ordine: dal ricevimento, al controllo del
suo avanzamento, fino alla evasione dopo il suo buon
fine
Ciascuno di questi processi è composto da una sequenza
di attività, mezzi (risorse) a disposizione e risultati
da ottenere.
I processi vanno studiati definendo per ciascuno di essi
i risultati da ottenere, le attività e subattività
necessarie, i mezzi (risorse) tali da ottenere efficacia
(rispetto ai risultati mirati) ed efficienza (rispetto alle
risorse impiegate).
Posizionamento delle
imprese calzaturiere
I criteri
Il posizionamento è l'insieme delle attività
svolte dall'impresa per studiare il mercato, definire le caratteristiche
del prodotto da proporre e per impostare le leve del marketing
mix (compresi gli aspetti relativi alla comunicazione) più
idonee per raggiungere gli obiettivi voluti.
Le imprese possono valutare il posizionamento del prodotto
facendo riferimento ad alcune variabili:
1. fascia prezzo del prodotto (lusso, medio-fine, economico);
2. benefici attesi o bisogni (immagine, tendenza moda...);
3. occasioni d'uso (cerimonie, lavoro, tempo libero, occasioni
particolari);
4. categorie di utilizzatorì (uomo, donna, ragazzo,
bambino).
Poiché il posizionamento che deve interessare all'impresa
non è quello che essa stima, ma quello percepito
dal cliente, lo sforzo necessario e quindi richiesto è
di fare valutazioni distaccate dai propri desideri o attese,
in un'ottica e mentalità del proprio cliente intermedio
effettivamente utilizzato e dal consumatore raggiunto.
Per esempio le calzature inglesi Church's sono percepite
e quindi si posizionano come prodotto di lusso, dal modello
classico, per occasioni da lavoro di professioni elevate e
per uomo.
In conclusione possiamo dire che la decisione fondamentale
dell'impresa può essere considerata la scelta e la
delimitazione dei mercati da servire. In conseguenza a questa
scelta, possono essere definiti sia i consumatori del prodotto
dell'impresa che i suoi concorrenti.
Le decisioni relativamente al posizionamento del prodotto
contribuiscono a precisare meglio le caratteristiche tanto
dei consumatori a cui si mira quanto della concorrenza con
la quale ci si incontrerà.
Strategie di posizionamento
Nell'ambito delle strategie di posizionamento del prodotto,
l'industria calzaturiera italiana si trova di fronte a diverse
problematiche.
La struttura produttiva del settore calzaturiero, basata
sui distretti industriali, sulla polverizzazione e specializzazione
delle attività produttive, ha risposto efficacemente
alle sfide di flessibilità, adattamento e dinamicità
degli anni Ottanta.
Ciò è stato possibile poiché le imprese
disponevano del punto di forza che era necessario nella fase
di sviluppo del settore, cioè della capacità
di produrre rapidamente, a basso costo e con buoni standard
di qualità.
Oggi però le dinamiche dei consumi del mercato e la
concorrenza di maggiori dimensioni o estera si rivelano particolarmente
aggressive e insostenibili per le piccole e medie imprese;
i possibili scenari che si presentano per l'immediato futuro
vedono minare il complesso sistema di rapporto di collaborazione
tra i vari subfornitori della calzatura posti
lungo la filiera.
La competizione si sposta dagli aspetti produttivi a quelli
correlati al mercato: non è più sufficiente
la gestione efficiente dell'attività produttiva, che
comunque resta necessaria, ma la capacità delle imprese
dì gestire efficaci politiche di comunicazione, di
selezionare e controllare il corretto canale distributivo
e in genere di attuare politiche di marketing adeguate.
Ciò che contraddistingue queste nuove
risorse strategiche è la necessità di una scala
minima di impresa; diviene necessario creare strutture societarie,
forme organizzative e soluzioni di partnership
in grado di sviluppare capacità e conoscenze superiori
nel rapporto con il mercato.
Una possibile risposta alla richiesta di differenziazione
esasperata del prodotto può essere quella di operare
in modo interstiziale rispetto al mercato globale,
cioè di ritagliarsi delle parti di mercato che vengono
trascurate nelle attuali modalità di posizionamento.
La saturazione del mercato ha portato paradossalmente a ridimensionare
i lotti minimi di produzione, a velocizzare i cicli di aggiornamento
dei campionari e reclamare minori tempi di consegna.
Le aziende di piccole e medie dimensioni, che non dispongono
delle risorse necessarie per competere sui molti fronti delle
politiche di marketing e svilupparsi, ripiegano su una scelta
di frammentazione e velocizzazione della produzione. Esse
sono in grado di servire i dettaglianti più piccoli,
accettando ordini molto ridotti e di qualità medio-fine,
mediante una produzione quasi personalizzata.
Queste aziende sono in grado di presentare aggiornamenti
di campionari anche durante la stagione di vendita (cioè
nuove minicollezioni presentate a stagione di vendita già
iniziata) e rinfreschi della collezione (cioè riprese
dei modelli della passata collezione più in auge che
vengono aggiornati secondo le ultime tendenze).
Il comportamento tipico, conseguenza ditale strategia, è
riscontrabile nella ricerca degli ordini direttamente
presso i clienti consolidati più fidati. In un dato
momento dell'anno sono presenti contemporaneamente sia il
campionario della collezione per l'anno successivo sia gli
aggiornamenti dell'ultima collezione presentata.
Questo modo di operare presenta punti sfavorevoli, quali
un aggravio di costi dovuto alla frammentazione e alla variabilità
della produzione e, parallelamente, un appesantimento del
costo di progettazione e realizzazione del campionario.
Posizionamento del
prodotto
Il prodotto
Il prodotto non è solo un oggetto con caratteristiche
fisiche e tecniche, ma un insieme o sistema di
attributi, design e stile, materiali e componenti, qualità,
immagine, packaging e, soprattutto, un complesso di attese.
Il prodotto è la soluzione ai bisogni di
un gruppo di consumatori offerta in un mercato.
Il consumatore non acquista il prodotto, ma piuttosto un
complesso di attributi che il prodotto possiede e che egli
ritiene idonei a soddisfare i suoi bisogni; si parla in tale
ambito di prodotto percepito.
Uno dei compiti più critici della comunicazione di
prodotto è far diventare tangibili gli attributi che
lo rendono mirato e differenziato.
Tanto più il prodotto è concentrato su alcuni
specifici bisogni, tanto più risulta caratterizzato
(sia per il consumatore che per l'azienda), tanto più
sarà efficace, cioè idoneo a soddisfare precise
attese del gruppo specifico di consumatori per i quali è
stato progettato.
Nello studio delle politiche e attività di marketing,
è opportuno che l'azienda calzaturiera abbia ben chiaro
che la posizione di cliente comporta una visione
di prodotto ben differente da quella che essa stessa ha nella
sua qualità di produttore e fornitore.
Così come le aziende calzaturiere danno alle forniture
delle concerie contenuti e attributi legati alle proprie esigenze
globali, così i loro clienti attribuiscono al prodotto
calzaturiero risposte in funzione delle loro attese e bisogni.
Al prodotto i clienti danno diversi contenuti che, in particolare,
rispondono a tre livelli di loro bisogni e quindi di prodotto/soluzione:
1. prodotto essenziale, costituito dalla soluzione al bisogno
e dai vantaggi che il consumatore ottiene con l'acquisto;
2. prodotto percepibile, cioè il contenuto di stile
e design, le caratteristiche dei materiali e dei componenti,
il livello percepito di qualità, l'immagine, la marca
o firma, la lavorazione;
3. prodotto ampliato, che comprende tutte le caratteristiche
ulteriori quali il contenuto di servizio, i termini di consegna,
le condizioni di pagamento, i servizi postvendita, le garanzie.
La competizione sul mercato avviene valorizzando sia il livello
di prodotto percepibile (immagine della calzatura) che quello
ampliato (servizio al cliente intermediario), oltre ovviamente,
quello essenziale.
Attributi del prodotto
calzatura
Nell'analisi e definizione delle caratteristiche della calzatura
e delle politiche marketing gli attributi più comunemente
utilizzati sono:
· comodità (linea adeguata al piede, morbidezza
dei materiali, agilità e sicurezza conferita alla camminata,
anatomicità, cedevolezza, aderenza, calzabilità,
flessibilità);
· stileldesign (effetto estetico, stile del modello,
colori, naturalità dei materiali, piacevolezza estetica...);
· sicurezza (resistenza, robustezza, solidità,
durata, igienicità respirazione, impermeabilità,
tenuta termica, doppia suola, rinforzo tallone...);
· distinzione (marca, immagine, calzatura come status
symbol);
· moda (sensibilità al nuovo, calzatura come
status d'avanguardia, firma);
· fasciaprezzo;
· servizio alla clientela.
Sono utili alcune considerazioni riguardo all'interpretazione
ditali attributi. Si sottolinea la differenza fra l'attributo
moda, inteso come la capacità
di soddisfare il bisogno di disporre di un prodotto di firma
e di sensibilità al nuovo e l'attributo design,
che corrisponde allo stile e alla forma.
La qualità è la capacità che il prodotto
possiede di soddisfare i bisogni del consumatore.
La qualità del prodotto non è quindi un livello
di valore attribuibile per le elevate caratteristiche fisiche
dei materiali, delle lavorazioni o un effetto estetico più
piacevole.
Il contenuto di servizio è importante sia verso il
cliente intermedio, cioè la distribuzione, sia verso
il consumatore finale.
Nel mercato della calzatura, il prodotto ampliato è
costituito da una serie di servizi possibili da offrire all'intermediario
quali tempestività e rapidità nelle consegne
e nella soluzione dei suoi problemi, possibilità e
rapidità di assortimento durante la stagione di vendita,
possibilità di prodotti in esclusiva, dilazioni di
pagamento, possibilità di piccoli quantitativi, ampiezza
e personalizzazione della gamma a disposizione, informativa
e comunicazione sulle politiche aziendali e di prodotto, formazione
al personale di vendita.
Il successo della calzatura e del suo campionario dipende
sia dalla corretta definizione dei loro requisiti, sia dalla
capacità progettuale e di realizzazione, oltreché
dal marketing mix attuato dall'azienda.
La definizione dei requisiti a cui deve rispondere la calzatura
da proporre sul mercato è un processo complesso che
vede il coinvolgimento di più responsabilità
aziendali.
In particolare sono chiamati a fornire un fondamentale contributo
il responsabile commerciale, nell'individuare i bisogni, dei
consumatori e dei clienti intermedi, da soddisfare attraverso
gli attributi della calzatura, lo stilista o l'uomo prodotto,
nel definire le caratteristiche fisiche e di immagine del
prodotto più idonee a fornire tale soddisfazione.
Non sono le caratteristiche fisiche o di immagine che forniscono
qualità alla calzatura, ma quelle specifiche
che la rendono idonea a fornire una piena risposta alle aspettative
del consumatore e del cliente intermedio.
Questo comporta che la qualità della calzatura non
è misurata dal livello di prezzo o dei materiali o
dalle lavorazioni, ma dalla sua effettiva capacità
di essere soluzione per il complesso dei bisogni di cui il
cliente cerca la soluzione.
L'azienda è chiamata, attraverso una corretta e attenta
segmentazione dei clienti, a definire le caratteristiche dei
consumatori e dei clienti intermedi e dei loro specifici bisogni
ai quali intende soddisfare e quindi gli attributi di prodotto
e di campionario più adatti a fornire tali soluzioni:
a tale processo l'impresa calzaturiera deve applicarsi se
vuole avere successo. In ogni caso a essa deve essere chiaro
che la qualità del suo prodotto non è quella
fisica da essa attribuita, ma quella globale percepita
realmente dai suoi clienti.
La classificazione dei prodotti calzatura
La calzatura è definibile un bene di consumo
durevole.
A differenza dei beni di largo consumo (convenience goods),
che hanno frequenza di acquisto elevata e prezzi relativamente
bassi, i beni di consumo durevoli sono ad acquisto saltuario,
meno frequente (perché di consumo di maggior durata)
e hanno prezzi più elevati.
Questo significa che il consumatore di calzatura effettua
dei confronti prima di acquistare ed è influenzato
dalle esperienze passate e dal negoziante o commesso del punto
vendita. Nella percezione del cliente, la qualità della
calzatura è data sia dagli attributi che prima o durante
l'acquisto esso percepisce, ma anche (in elevato grado) dalle
risposte ai suoi bisogni e attese ricevute nel passato: la
qualità del prodotto non è quella presente nelle
sue caratteristiche fisiche, ma quella ricordata e percepita
come esistente.
Il product mix
L'insieme della gamma dì prodotti (o delle linee o
il portafoglio prodotti) che l'impresa calzaturiera offre
sul mercato, costituisce il suo product mix, che
può essere più o meno ampio in funzione del
numero di linee.
La linea di prodotti è costituita dall'insieme
di calzature che sono fra loro accomunate sotto il profilo
del marketing da:
· il gruppo di consumatori a cui sono destinate;
· la classe dei bisogni che soddisfano;
· la fascia di prezzo;
· la funzione d'uso;
· la tipologia di canale distributivo.
Questi fattori possono incidere in maniera diversa all'interno
della linea, a seconda delle scelte dell'impresa.
Nel mercato della calzatura si possono trovare, ad esempio;
· linea bambino, che si rivolge a un gruppo di consumaton;
· linea sport, che soddisfa un bisogno, un'occasione
d'uso;
· linea economica, che si posiziona a un dato livello
o fascia di prezzo.
La gamma dei prodotti o delle linee di prodotto
è caratterizzata da tre caratteristiche:
1. ampiezza, il numero delle differenti linee;
2. lunghezza, il numero di modelli o prodotti per linea o
nel complesso totale della gamma;
3. profondità, il numero di varianti di colore e di
materiale, per linea.
Esistono tre livelli di prodotto sui quali possono operare
le imprese della calzatura:
1. la linea prodotti, che si identifica con un nome o marchio;
2. la serie, che si identifica attraverso la caratteristica
della combinazione di una specifica forma con un fondo;
3. il modello variante (o articolo), che all'interno della
serie si caratterizza
per:
· modellistica;
· tipo di materiale di tomaia;
· fodere, cuciture e rifiniture;
· sottopiede;
· colore dei materiali.
Le decisioni relative alle linee di prodotto
Le strategie di prodotto che può assumere un'impresa
calzaturiera sono essenzialmente riconducibili al product
mix e alle linee di prodotto stesse.
a) Decisioni relative al product mix
Qualora l'azienda ritenga di dover agire sulla gamma dei
prodotti, può operare attraverso:
· espansione del portafoglio prodotti mediante incremento
del numero di linee e marchi oppure aumentando la lunghezza
di una o più linee.
L'espansione può essere eseguita con due politiche
differenti.
- L'azienda di calzature può acquisire l'esclusiva
di un marchio stilistico di alto livello (ad esempio proveniente
dall'abbigliamento) anche al fine di elevare l'immagine generale
dei propri prodotti (trading up).
- In alternativa, l'azienda può introdurre una nuova
linea di livello inferiore per acquisire consumatori che,
attratti dall'immagine già esistente dell'azienda e
non avendo adeguate possibilità di spesa, sono interessati
a prodotti di fascia inferiore che ritengono possano ugualmente
conferire uno status (trading down);
· miglioramento, completamento o cambiamento di una
linea esistente;
· riduzione del portafoglio prodotti, per eliminare
i prodotti a scarso profitto o con mercato in declino.
b) Decisioni relative alle linee di prodotti
In generale, l'azienda calzaturiera deve porre particolare
attenzione alle caratteristiche della collezione o linea
in modo che offra, effettivamente, un servizio al cliente
intermediario. Esso potrà operare, secondo i bisogni
dei suoi clienti-obiettivo, attraverso:
· Caratterizzazione della linea
Nella calzatura e nella moda in genere è importante
che il consumatore riconosca la linea, la distingua da altre
linee, di marche concorrenti, per la sua caratterizzazione
che deve essere mantenuta nel tempo.
La caratterizzazione può avvenire attraverso alcuni
prodotti o modelli con uno o più particolari di stile,
di modellistica, di finiture o accessori, oppure attraverso
l'immagine di alcuni articoli aventi lo scopo specifico di
attirare il consumatore (più che di essere
venduti con alti volumi), o attraverso un'opportuna comunicazione
di immagine ottenuta anche grazie a punti vendita nei centri
storici e commerciali prestigiosi.
· Completamento della linea
In un campionario dì calzature è importante
completare una linea, qualora ci si renda conto che ampliando
l'offerta si possono colpire meglio i bisogni del consumatore
al quale ci si rivolge.
· Modernizzazione della linea
Ad esempio è possibile utilizzare nuovi materiali
(ad esempio goretex o sintetici) o nuove forme (ad esempio
dei tacchi) per aggiornare la linea alle mutazioni dei gusti
del cliente finale e quindi renderla più attuale.
· Semplificazione della linea
Una linea viene semplificata allo scopo di rendere più
incisivo e caratterizzato il messaggio di immagine o per eliminare
i prodotti di scarso profitto o per semplificare e accorciare
i tempi della sua gestione (dalla progettazione alla
costruzione e presentazione del campionario).
Il ciclo di vita della calzatura
La calzatura, come tutti i prodotti, ha un ciclo di vita
notoriamente diviso in varie fasi:
1. ideazione e progettazione,
2. introduzione,
Nella fase di declino la domanda diminuisce costantemente
a causa di nuovi prodotti e/o cambiamenti di gusto o tecnologici.
Il consumatore si sposta su altri prodotti più aggiornati
in termini di stile, forma, immagine o aspetti tecnici.
L'impresa non investe più e si interroga su quale
nuova strategia investire. Il ciclo di vita del prodotto,
nel settore della calzatura così come in quello più
ampio della moda, non va riferito al singolo modello: esso
acquista un preciso significato strategico se applicato o
a una linea (che risponde ai bisogni di un ben
individuato segmento di mercato) o a una tipologia di
calzatura o di modellistica (che risponde anche essa
ai bisogni di un gruppo di consumatori). All'evoluzione della
soddisfazione ditali bisogni viene quindi a essere correlato
il ciclo di vita del prodotto calzatura.
Posizionamento del
prezzo
Il prezzo nelle strategie di marketing
Il prezzo è la somma pagata dal compratore al venditore
in cambio di un prodotto o di un servizio.
Il prezzo è un potente strumento di azione del marketing
in quanto contribuisce a costruire l'immagine del prodotto
calzatura presso il consumatore, può essere strumento
di promozione delle vendite e di confronto con i concorrenti.
A ogni valore del rapporto percepito prezzo/qualità
esiste un prezzo definito dal mercato.
Il prezzo è sempre correlato al livello di importanza
che il compratore attribuisce al soddisfacimento dei suoi
bisogni che ritiene di ricevere dal prodotto: il compratore
risulta sempre sensibile al prezzo, cioè il prezzo
è sempre comunicazione.
Il prezzo è un modo di differenziazione del prodotto.
Il prezzo della calzatura può essere fissato mediante
tecniche diverse, tuttavia esistono tre punti di riferimento
che le imprese devono prendere in considerazione.
Innanzitutto occorre considerare il costo diretto del prodotto,
al di sotto del quale l'azienda genera perdite.
Un secondo aspetto da considerare per la formazione del prezzo,
è il comportamento della domanda, cioè dei potenziali
compratori che hanno una loro percezione del prezzo equo che
rappresenta il limite massimo che essi sono disponibili a
pagare.
Infine la concorrenza pone dei limiti che dipendono dal suo
modo di gestire le leve del marketing mix.
A tali criteri, che devono essere considerati nella definizione
del prezzo, si aggiungono le considerazioni relative agli
obiettivi di lungo periodo dell'impresa, alle caratteristiche
del compratore, alla fase economica e all'influenza dell'intermediario.
Nella calzatura il prezzo ha una elevata dipendenza dalla
fase economica, in quanto il comportamento della moda è
molto influenzato dalla con-giuntura, dalla tipologia di distribuzione
e dalle caratteristiche del compratore in termini di capacità
di spesa, budget attribuito, abitudini di utilizzo, stile
di vita.
Obiettivi e politiche di prezzo
Gli obiettivi della politica di prezzo debbono essere coordinati
con gli altri elementi del marketing mix e con gli obiettivi
generali dell'impresa.
Nel lungo termine l'impresa ha l'obiettivo più comune
di continuare e conseguire il profitto.
A questo scopo l'impresa può rinunciare, nel breve
termine, a una parte del profitto per mantenere la sua competitività
sul mercato in termini di volumi di vendita (specie a fronte
di una flessione della domanda), pianificando il recupero
della redditività per il medio periodo.
Nel breve termine l'azienda ha spesso obiettivi quali:
· leadership di qualità del prodotto, sostenendo
alte spese per posizionare il prodotto nei segmenti più
alti di mercato;
· leadership di quota di mercato, conseguendo il profitto
nel medio termine nel quale avrà raggiunto l'alta quota
mirata;
· rendimento degli investimenti che sono stati effettuati;
· massimizzazione del profitto corrente;
· sopravvivenza.
A ognuno di questi obiettivi consegue una certa politica
di prezzo: l'azienda può scegliere di sfruttare a breve
il mercato imponendo prezzi più alti in virtù
dei ritardi della concorrenza, oppure può scegliere
di alzare le barriere all'ingresso del proprio segmento, mantenendo
prezzi molto bassi, tali che i competitori non riescono a
praticare.
La politica del prezzo
è influenzata da molteplici fattori.
Nell'impostare il prezzo l'azienda deve tener conto delle
caratteristiche del mercato e di quelle del consumatore obiettivo,
quali la posizione dell'impresa, la forza e le politiche dei
concorrenti, il livello di reddito dei consumatori.
Il livello di prezzo deve essere coerente con i bisogni del
cliente e con le caratteristiche del prodotto, della distribuzione,
dell'immagine percepita attraverso la comunicazione di prodotto
e istituzionale.
In particolare deve anche essere fissato tenendo conto che
l'immagine del prodotto calzatura è influenzata dal
livello di prezzo.
Inoltre l'azienda deve tener conto che all'interno del segmento
di mercato la domanda può presentare caratteristiche
specifiche di elasticità, intensità e sensibilità
al reddito.
Il mercato italiano della calzatura è contraddistinto
da fattori, quali stile di vita e abitudini di consumo, che
rispondono a bisogni superiori e influenzano il prezzo, mentre
nel mercato francese o tedesco, ad esempio, la capacità
di spesa prevale quale influenzatore.
Nel mercato medio fine della calzatura per bambino, le mamme
italiane sono disposte a spendere anche cifre notevoli per
l'abbigliamento in generale e in particolare per le calzature
dei bambini da 6 a 12 anni, mentre le consumatrici del
nord Europa ritengono inaccettabili 1ivelii alti di prezzo
e non sono sensibili al forte bisogno di eleganza e moda per
i loro figli.
Anche gli intermediari (grossisti, supermercati di calzature,
grande distribuzione, negozio di abbigliamento, negozi specializzati
al dettaglio, negozi in franchising, cataloghisti) influenzano
la libertà nel proporre prezzi.
Nella calzatura viene definito sia il prezzo al consumo sia
quello all'intermediario e quindi, il margine di ricarico.
Nelle politiche di prezzo è fondamentale ricordare
che il consumatore confronta il prezzo della calzatura con
il prezzo percepito, cioè con il valore
che egli le attribuisce in funzione della capacità
di soddisfare i propri bisogni.
Grande attenzione dovrà avere l'azienda nel comunicare
efficacemente al cliente potenziale il valore del prodotto
in termini di prestigio che offre, qualità dei materiali
e delle lavorazioni, firma, marca, distinzione ed, eventualmente,
il maggior valore rispetto a quello di altro concorrente.
Esistono inoltre aspetti psicologici legati al livello di
prezzo percepito o alla tipologia di cifre adottata. Ad esempio
nella calzatura esistono alcune fasce psicologiche
di prezzo percepite come limite minimo/massimo (ad esempio
40-60 mila, 60-120 mila, 200-300 mila e superiore alle 300
mila).
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